pizza e vino

Pizza e vino, ecco i migliori accoppiamenti

Un’accoppiata che non ti aspetti: pizza e vino

Sebbene noi italiani siamo abituati ad accompagnare la pizza con una buona birra, un accostamento molto azzeccato con questo famoso cibo tutto italiano è con un’altra eccellenza del nostro territorio: il vino.

Ci sono alcune “regole” per scegliere la bottiglia di vino giusta quando si gusta la pizza, al ristorante o a casa propria.

 

Come preparare un’ottima pizza a casa

 

Prima di stappare la bottiglia di vino perfetta per accompagnare la propria pizza, ecco come preparare un impasto degno della migliore pizzeria.

Sempre di più, infatti, ci si cimenta nel preparare a casa la pizza: impastare diventa un momento di condivisione con i propri familiari e bambini e sbizzarrirsi con i condimenti è un vero e proprio sfoggio di fantasia.

Prima di tutto, è fondamentale scegliere le farine giuste, ecco perché può essere una buona soluzione quella di creare dei mix con diverse farine, sperimentando consistenze e gusti differenti.

A questo punto, si può iniziare ad impastare (meglio se con parecchie ore di anticipo, così da garantire un’ottima lievitazione e quindi un impasto più digeribile) facendo sciogliere il lievito di birra in un bicchiere di acqua tiepida e lasciarlo riposare almeno cinque minuti prima di unirlo alla farina.

Questi minuti sono essenziali per favorire la perfetta lievitazione dell’impasto che andrà poi lavorato energicamente a mano per almeno dieci minuti (a meno che non si abbia un’impastatrice).

Dopo la lievitazione, bisognerà stendere la pasta e lasciarla riposare nella teglia per almeno un quarto d’ora così che continui la lievitazione.

Quindi, si può passare al condimento che più si preferisce ed infine alla cottura: il forno elettrico di casa deve essere già ad una temperatura molto alta.

Una volta pronta la propria pizza, si può passare al vino perfetto per accompagnarla.

 

Pizza e vino: i migliori accostamenti

 

La più classica delle pizze, la margherita, può essere gustata con un bianco delicato ed elegante come lo Chardonnay che riesce ad esaltare il sapore del pomodoro e della mozzarella.

La pizza marinara, caratterizzata dal sapore deciso dell’origano e dell’aglio, ben si sposa con un rosso deciso come il Barbera d’Asti.

Per pizze più condite come la capricciosa o la quattro stagioni, meglio optare per un vino profumato e strutturato che riesca a smorzare il sapore deciso dei tanti ingredienti (carciofi, prosciutto, olive): la bottiglia di vino ideale è il rosso Sangiovese di Puglia.

La piccantezza del salame della pizza alla diavola può essere addolcito con un calice di vino fruttato e robusto come l’Amatone della Vapolicella mentre la pizza salsiccia e friarielli si incontra perfettamente con un vino amarognolo adeguato al sapore di queste verdure: la Bonarda dell’Oltrepò Pavese.

La prosciutto e funghi, dal sapore delicato e autunnale si accosta in maniera perfetta con un rosso pieno e saporito come il Barbaresco.

Passando dai salumi e dalla carne ai formaggi, la classica pizza quattro formaggi è perfetta da accompagnare con un classico Brut che va a meraviglia con grana padano, gorgonzola, scamorza e fontina, i protagonisti di questa pizza.

La pizza napoletana o romana, condita con ingredienti saporiti come pomodoro, acciughe salate, origano, olio extra vergine d’oliva e capperi necessita di un vino che ne smorzi la sapidità come un bianco profumato ed intenso, ad esempio il Pinot Grigio delle Venezie.

Mentre la pugliese, condita con cipolle, olive nere, pomodoro e mozzarella, classici ingredienti della cucina Mediterranea, non può che andare a nozze con un vino rosso di terra pugliese, il Primitivo di Puglia IGT.

Infine, le deliziose e leggere pizze con le verdure, come la ortolana si accompagnano a perfezione con vini bianchi raffinati.

aprire una pizzeria da asporto

Come aprire una pizzeria da asporto

Non è una novità che ingegnarsi in maniera creativa, soprattutto in tempi di crisi, per aprire un’attività in proprio rappresenti un’iniziativa seria, redditizia e fruttuosa per riuscire a combattere la recessione e dare, nel caso in cui sia monetizzabile, fondo ai nostri sogni dando il via al lavoro autonomo che più desideriamo.

Uno dei settori che naturalmente sta riscuotendo ad oggi maggior credito ed è sempre più crescente in popolarità è naturalmente la ristorazione: con qualche piccolo accorgimento e conoscendo pian piano i trucchi del mestiere, potremo aprire un’attività particolarmente apprezzata sia da giovani che da meno giovani: una pizzeria da asporto, pratica nei servizi, facile da chiamare e reperire sul Web,e soprattutto una comoda alternativa per tutti i nostri futuri clienti.

Iter burocratico da seguire

L’iter da seguire per sapere come aprire una pizzeria d’asporto appare effettivamente complesso,tuttavia seguendo i passi riportati di seguito potremo avere una visione d’insieme più puntuale e chiara. Innanzitutto, aprendo questa tipologia di locale, i costi fissi e variabili iniziali saranno più bassi rispetto ad una pizzeria classica. E’ comunque necessario, trattandosi di locale adibito alla preparazione di cibi, ottenere una specifica autorizzazione sanitaria, che viene di norma rilasciata dalla ASL del proprio comune di residenza. Non mancherà poi il passo successivo, ovvero ottenere una certificazione comunale relativa alla preparazione e commercio di bevande e cibo. Di norma, per conseguire questa autorizzazione, è possibile ottenere un diploma professionale rilasciato dalla regione in materia culinaria; oppure dimostrare un’attività pregressa di un biennio nel settore della ristorazione; o in definitiva una certificazione di frequenza di scuola professionale, spesso alberghiera.

Compiuti questi passi, sarà necessario consegnare la comunicazione Unica comprensiva di dati relativi all’inizio dell’attività commerciale della nostra pizzeria. La pratica comprenderà dati per Registro delle Imprese (verrà infatti inviata al relativo ufficio della Camera di Commercio), INPS e INAIL. Seguirà poi la compilazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività, da inviare in via telematica, ed infine un attestato HACCP, relativo alla qualità dei materiali sfruttati ed alla sicurezza degli stessi.

Collocazione strategica del locale

Collocare il nostro locale in una zona particolarmente appetibile ed accessibile al pubblico è inoltre essenziale se vogliamo ben capire come aprire una pizzeria da asporto. Generalmente, si tendono a considerare fattori quali la distanza dalle principali arterie di traffico utilizzate per la consegna, nonché i tempi di percorrenza delle stesse. Il proprietario dovrà quindi valutare l’affluenza dei veicoli e cercare un buon compromesso con l’accessibilità, anche nei paesi con relativamente pochi abitanti, poiché potrebbe rappresentare un vantaggio significativo con altri concorrenti concentrati nello stesso spazio. Battere la concorrenza può anche significare scegliere locali affiancati ad esercizi commerciali di varia tipologia più nota, di modo che il locale possa pubblicizzarsi da sé grazie al passaggio dei residenti, che potranno vederlo più spesso.

Aprire una pizzeria da asporto : quali sono i costi

Ulteriore informazione importante sul come aprire una pizzeria da asporto è rappresentata dai costi che ci troveremo a fronteggiare. In base alla qualità del nostro servizio, ci troveremo comunque a dover sostenere costi fissi, relativi all’attrezzatura, e costi variabili, che come suggerisce il nome stesso potranno variare durante l’attività. Tra i primi ritroviamo certamente strumenti quali forno,arredo del locale, lievitatrici, arredi, personale. Di norma, specialmente se si sfruttano elementi usati ma di qualità, il costo per il locale non oltrepassa i 9000/10000 Euro, assieme a quello di un buon angolo cottura di circa 2500 Euro e celle frigorifere il cui valore può attestarsi sui 1500. Di norma, tra i costi variabili considereremo quelli delle nostre pizze, spesso richieste con più condimenti. Il prezzo di queste ultime si aggira sui sei Euro circa, e considerando una settimana d’apertura potremmo vendere circa 50/60 pizze al giorno per assicurarci il progredire dell’attività.

Consideriamo poi le necessarie spese per l’energia elettrica utilizzata (circa 300 Euro) e lo stipendio di un aiutante commessa o pizzaiolo (circa 1000/1200 Euro); avremo così la possibilità di stimare i costi effettivi per il mantenimento dell’attività della pizzeria da asporto.

Promozione pubblicitaria dell’attività

Capitolo necessario relativo a come aprire una pizzeria da asporto è quantificare la necessità e la localizzazione degli eventi di promozione pubblicitaria, per avere un range di pubblico sempre più vasto. Non è un mistero che la maggior parte delle attività commerciali venga pubblicizzata online; difatti sarà possibile, a fronte di una spesa di 1200 o 1500 Euro, ottenere un sito web professionale per mano di un web designer in grado di far crescere la nostra attività.

Andranno poi considerate inserzioni su Google Adsense o eventuali spazi pubblicitari su blog affiliati, oppure il rilascio di materiale promozionale generalmente sotto forma di cappellini, t-shirt o flyer da distribuire presso i principali luoghi d’attrazione della città. E’ buona norma, inoltre, coinvolgere nella nostra attività di diffusione anche attività commerciali e non che potrebbero essere interessate in collaborazioni future con il nostro settore merceologico. Ad esempio, il volantinaggio presso bar, ristoranti, gelaterie e locali trend come possono essere discoteche o club per giovani, possono rivelarsi luoghi strategici in cui diffondere e promuovere l’attività della nostra nuova pizzeria, eventualmente prolungando la promozione nel tempo a seconda dei risultati e della necessità di espandere il bacino di consumatori.

Guadagni della nostra attività

Naturalmente, giunti fin qua, avremo interesse a scoprire quanto effettivamente possa guadagnare la nostra pizzeria da asporto. Il guadagno di questa tipologia di pizzerie è di norma superiore rispetto alle pizzerie classiche, dovendo remunerare meno fattori. Il guadagno previsto per pizza si attesta partendo dalla classica margherita il cui costo può essere sui 5 Euro, fino ad arrivare a quelle più elaborate (fino ad 8 Euro). Il tutto va naturalmente moltiplicato per il numero di pizze di cui prevediamo la vendita, di norma circa 350/400 a settimana, dando quindi luogo ad un importo mensile di 11000/12000 Euro. Detratte spese necessarie, tra cui energia elettrica, stipendi di commessi ed eventuali affitti, pubblicità ed acquisto relative merci, il nostro guadagno si attesterà sui 3000 Euro mensili, nel caso in cui si possieda una pizzeria di media entità.

Conclusione

Gli strumenti che vi abbiamo fornito saranno certamente essenziali nel comprendere come aprire una pizzeria da asporto, attività gradita sempre da più persone dinamiche ed intraprendenti che desiderano creare una propria soluzione per uscire dalla crisi.

teglie in ferro blu

Teglie in ferro blu per pizza,sempre la soluzione migliore

Perchè le teglie in ferro blu restano sempre le migliori per cuocere la pizza ?

Semplice, perchè è e resta l’unico materiale che si scalda molto ed in tempo brevissimo , presupposti ideali per cuocere una pizza in teglia, sia nell’uso professionale ,sia nell’uso casalingo.

Non si tratta di un prodotto miracoloso, anzi , si tratta di semplice ferro di bassissimo spessore ( 0,8 mm) , rivestito di oli speciali che ne impediscono la corrosione .

Siccome questi oli possono essere dannosi se ingeriti, come prima cosa da fare sulle teglie in ferro blu ,è di inserirle nel forno a vuoto, con temperatura di 150° circa per trenta minuti, in modo da bruciare tutte le impurità derivanti dalla lavorazione.

Dopo averle tolte da forno e fatte raffreddare, viene solitamente consigliato di cospargerle di olio di oliva , distribuendolo con un panno uniformemente su tutta la superficie per poi essere reinfornate . In questo modo naturale verrà creata sulle teglie una patina che garantirà una antiaderenza per le future cotture della pizza.

Pulizia delle teglie in ferro blu

Come abbiamo detto fin’ora, le teglie sono appunto realizzate in ferro, quindi sconsiglieremmo di effettuare lavaggi con acqua e detersivi, in quanto andremmo a favorire il formarsi della ruggine.

Le aziende produttrici consigliano, dopo l’uso , di cospargerle di sale grosso e strofinarle con un panno ,in modo da rimuovere impurità e incrostazioni e,prima di riporle, cospargerle e strofinarle nuovamente con l’olio . Per chi non lo sapesse, le teglie in ferro blu,più vengono unte ,più ricreano un effetto antiaderente sulla loro superficie.

Solitamente vengono vendute nei formati da 60x40x2 cm nell’uso professionale e 40x30x2 cm per l’uso domestico ,ma, su richiesta , facendo domanda sul nostro sito web, è possibile realizzarle su misura.

Un altro fatto positivo è il prezzo, infatti le teglie in ferro blu , restano sempre il materiale più economico ( ed efficace) per la cottura della pizza .