Food delivery :ma quanto costa questo servizio agli esercenti ?

Food delivery: quali sono le tariffe per gli esercenti che vogliono offrire consegne a domicilio?

I numeri parlano chiaro: nel 2019 il segmento del Food Delivery, la consegna a domicilio di prodotti alimentari, ha avuto un aumento impressionante che sfiora il 57% rispetto all’anno 2018, e il dato appare con trend in crescita.

Questo si traduce in un mercato di 566 milioni di euro che si sviluppa esclusivamente online, attraverso cioè l’utilizzo delle più comuni app che conglobano la consegna a casa dei cibi di decine di ristoranti e catene.

Fast Food, Asian, Gourmet o Pizzeria non importa: il mercato della consegna a domicilio ad oggi supera quello dei prodotti da supermercato. Scenario impensabile solo pochi anni fa.

Ma cosa significa utilizzare un’app per la consegna del cibo da ristorante a casa?

Realtà come Glovoo,. Deliveroo, Uber Eats o Just Eat oggi rappresentano servizi utilizzati da milioni di utenti, grazie ai quali è possibile facilmente richiedere, pagare e ricevere a casa praticamente qualsiasi cucina tra quelle preferite.

Il sistema, generalmente simile, è molto semplice: ci si collega all’applicazione, previa opportuna registrazione, si seleziona il ristorante o la pizzeria preferita (si possono scegliere diversi filtri di ricerca, basati sul prezzo, sul tipo di cucina o sulle opinioni degli utenti, l’applicazione si occuperà di filtrare automaticamente solo i risultati raggiungibili nei termini di consegna), si sceglie il proprio menu e si paga.

Dopodiché bisogna soltanto aspettare.

Questa, stando ai numeri, sembra essere diventata la scelta eletta da moltissimi utenti italiani per le loro “cene fuori” a chilometri zero, e il trend non dà segni di arresto.

Sul fronte esercente, un ristorante – per aderire al progetto ed entrare a far parte della lista consorziata dalle varie applicazioni – deve farne richiesta e, ovviamente, riconoscere un compenso economico all’azienda di Food Delivery che gestisce la piattaforma. Non è semplice dunque capire se e quanto è conveniente, per un ristoratore, affiliarsi a questo tipo di soluzione per offrire il servizio di consegna a domicilio.

Esistono tuttavia dei dati di massima di cui poter tenere conto.

Partiamo da una importante differenza: i servizi di Food Delivery non sono tutti uguali. Alcuni propongono infatti un “pacchetto completo” che comprende tecnologia, interfaccia web e soprattutto corrieri dedicati (Glovoo, Deliveroo), altri invece escludono il servizio di consegna (Just Eat). In poche parole, questi ultimi mettono a disposizione tutta la piattaforma software e hardware ma il ristoratore dovrà avvalersi del proprio personale per effettuare fisicamente la consegna.

Questo aspetto chiaramente varia la percentuale trattenuta dal servizio, che si attesta intorno al 15% per le aziende senza corriere e passa al 19/25% per le aziende che mettono a disposizione anche i corrieri.

La variabile in quest’ultimo caso consiste a sua volta in una forbice ampia (sei punti percentuali) in funzione dell’accordo preso.

Non è raro infatti che tale quota possa variare in funzione di una serie di fattori, come il fatturato dell’azienda ma anche l’inclusione dell’esclusività. In prima istanza infatti, se un ristorante si affaccia per la prima volta al mondo del Food Delivery, l’azienda interpellata tenderà a proporre un servizio in esclusiva (ossia concordando contrattualmente col ristoratore che quest’ultimo non si avvarrà di nessun concorrente per la consegna a domicilio). Questo comporterà una tariffa minore.

In più, bisogna tener conto che al prezzo “fee” andrà sommata la percentuale IVA del 22%, pratica “bizzarra” tuttavia universalmente condivisa da ogni vettore.Per quanto l’importo iva sia di fatto scaricabile, inciderà comunque sul lordo dello scontrino.

Tirando due somme, un servizio come Just Eat, ipotizzando una quota intorno al 15%, costerà al ristoratore circa 1,83€ per un ordine da 10 €.

A questi costi vanno aggiunte poi le spese variabili come i costi di attivazione (generalmente intorno ai 150 €) ed eventualmente di caparra (cifre similari), senza contare gli eventuali costi mensili derivanti dall’utilizzo di alcuni metodi di pagamento rispetto ad altri.

In buona sostanza, per un titolare di ristorante o pizzeria non è semplice valutare quanto sia conveniente affiliarsi a un servizio di consegna a domicilio fra quelli più accreditati. Senza dubbio gli esercizi che di per sé vantano un buon successo di mercato traggono i maggiori vantaggi, specialmente nelle grandi città (dove alcuni gruppi di ristorazione iniziano a organizzarsi con “cucine comuni” che consentano di consorziare e ammortizzare i costi).

Discorso diverso per i ristoratori delle piccole città, spesse volte costretti ad alzare i prezzi per rimanere nei margini di ricavo. Decisione che, in molti casi, non sembra però pesare agli occhi del cittadino, in virtù della comodità del servizio ottenuto in cambio.

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