pizza napoletana

Pizza napoletana cotta in una teglia: addio forno a legna?

Ognuno di noi ha una pizza preferita, ma per una questione di mancanza di tempo o di troppa pigrizia, spesso rinunciamo a prepararla a casa. Cosa accade però se la rivoluzione travolge e stravolge il metodo di cottura della pizza napoletana?

Basta fare un giro su Kickstarter – sito di finanziamento collettivo dedicato esclusivamente a progetti creativi – dove, qualche settimana fa, è apparso un prodotto rivoluzionario. Parliamo per la precisione di Pizza Shelf, una teglia in acciaio che promette una cottura super e soddisfacente, qualunque siano gli ingredienti,  come quella di un forno a legna.

PIZZA SHELF E LA NUOVA VITA DELLA PIZZA NAPOLETANA

Come funziona Pizza Shelf? È tutto molto semplice, come testimoniato anche da una serie di foto apparse sul sito che illustrano la procedura precisa da seguire tra le proprie pareti domestiche. Basta posizionare la teglia di acciaio nel forno di casa sulla griglia più alta: l’importante è che sia alla massima temperatura e che il grill sia attivato. Per la cottura, udite udite, basteranno solo 90 secondi.

Ma come è possibile tutto ciò? Il segreto è presto spiegato: Pizza Shelf riflette il calore ricreando le perfette condizioni della classica cottura che avviene in una pizzeria. Ma sarà davvero tutto oro ciò che luccica?

PIZZA NAPOLETANA A RISCHIO?

La pizza è sacra, certo. Negli anni, sono tanti i segreti su ingredienti e tecniche che sono stati tramandati. E questa innovativa proposta, inutile dirlo, suscita certamente molta curiosità, ma anche tanti pregiudizi.

In ogni caso, la campagna di finanziamento su Kickstarter procede con successo e, ad oggi, ha raccolto oltre 71mila dollari. Tant’è che nel mese di agosto partirà la distribuzione, inizialmente solo negli Stati Uniti, di questa teglia indistruttibile che promette sin da ora una pizza deliziosa croccante all’esterno e soffice all’interno. Avanti dunque con la creatività culinaria. Per la cottura, invece, incrociamo le dita…

Gino Sorbillo

Gino Sorbillo, il successo del pizzaiolo napoletano

“La pizza è la mia vita. Il mio alimento quotidiano, la mia professione e la mia storia sin dalla primissima infanzia”. Così Gino Sorbillo nel suo primo libro, una biografia pubblicata pochi mesi fa che ha inaugurato la collana cartacea di Dissapore.

Impossibile, d’altronde, non conoscere Gino Sorbillo: il pizzaiolo, nato nel cuore di Napoli, ha pian piano conquistato il mondo con la sua pizza.

CHI È GINO SORBILLO

Gino Sorbillo appartiene ad una delle famiglie di pizzaioli più antiche di Napoli. Basti pensare che i nonni Luigi Sorbillo e Carolina Esposito fondarono nel 1935 la prima pizzeria su via dei Tribunali.

Cresciuto nella pizzeria di famiglia, Gino ha imparato così i segreti della vera pizza napoletana. Negli anni, poi, è riuscito a farsi conoscere grazie a molti programmi tv –  come Masterchef e La Prova del Cuoco su Rai 1 – e numerosi documentari e docufiction su Napoli e sulla pizza trasmessi in tutti i Paesi.

Gino ha così preso le redini della pizzeria di Via Tribunali negli anni Novanta dopo aver affiancato a lungo zia Esterina per apprendere i segreti della lievitazione e della lavorazione della pasta. Tutte le sue pizze sono caratterizzate dalla qualità, a partire dalle materie prime rigorosamente selezionate come migliori.

IL SUCCESSO DI GINO SORBILLO

Nel 2016, Gino Sorbillo è stato insignito dalla Scuola Internazionale di Cucina Italiana ALMA Maestro di Arte e Mestieri, unico della categoria dei Piazzaioli.

Sorbillo, in fondo, non si mai fermato. Basti pensare ai suoi quattro locali a Milano: Lievito al Duomo, Esterina, Olio a Crudo e Pizza Gourmand. Entro sei mesi, la pizza di Sorbillo sbarcherà anche a Roma, probabilmente in zona Porta Pia.

Ma non finisce qui. Quel che fa parlare, è il suo approdo in America con un locale al 334 di Bowery street a New York. Tant’è che, insieme all’imprenditore giapponese Shintaro Akatsu, il pizzaiolo napoletano sta studiando un piano di sviluppo da Miami a Los Angeles, oltre a un secondo locale nella Grande Mela. Sfondare in America, dopo che l’Arte dei pizzaiuolo napoletano è stata riconosciuta patrimonio dell’Unesco, è ormai sempre più possibile.

IL LIBRO DI GINO SORBILLO

In ‘Pizzaman’, Gino racconta le varie tipologie di pizza soffermandosi su quella che lui preferisce, “a ruota di carro dalle dimensioni importanti”. Nonostante la sua espansione nel mondo, il cuore resta a Napoli, città che non abbandonerà mai.

Cosa consiglia oggi Sorbillo ai giovani? Di puntare alla qualità, leggere le etichette delle materie prime e fare esperienza dietro al banco per cercare le relazioni vere, quelle che i social non possono dare.