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Well-Bred: e voi il pane viola l’avevate mai visto?

Luglio 3, 2018
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Un pane viola a lievitazione naturale, frutto di tre super ingredienti. Parliamo di Well-Bred, il cui caratteristico colore arriva dalle patate viola, ricche di antiossidanti. Questo pane, a prolungata conservabilità, è adatto a consumatori con esigenze particolari, ad esempio intolleranti al glutine e vegani.

WELL-BRED, ECCO COME NASCE

Il pane viola, amico della salute, è il risultato degli studi del gruppo di Tecnologie alimentari, in collaborazione con alcuni ricercatori di Biochimica Agraria dell’Università di Pisa. Il progetto porta la firma in particolare della laureanda Anna Valentina Luparelli e della dottoranda Isabella Taglieri. La coordinazione è della professoressa Angela Zinnai. Lo scorso anno è stato realizzato il primissimo pane e, negli ultimi mesi, la ricetta – attualmente top secret – è stata aggiornata.

Ma capiamone di più. Well-Bred potrebbe infatti a tutti gli effetti rappresentare un modello per uno spuntino nutrizionalmente bilanciato. Partiamo dai tre ingredienti: lievito madre, antiossidanti naturali e pectine.

Il primo, come hanno sottolineato le ricercatrici, è il più antico metodo di lievitazione al mondo. Permette ad esempio di aumentare il sapore e il valore nutrizionale. L’uso di pasta madre, inoltre, dà la possibilità di diminuire o eliminare la quantità di sale aggiunta nell’impasto. In questo modo si ritarda il processo di raffermamento, proteggendo il prodotto da muffe e deterioramento organolettico. Parte della farina, poi, è stata sostituita con un’equivalente aliquota di patate viola liofilizzate. Da qui,  il colore viola del prodotto che tanto incuriosisce. Quanto alle pectine, contenute nella buccia della frutta, queste sostanze garantiscono una migliore struttura e sofficità al prodotto finale.

IL FUTURO DI WELL-BRED

Il prodotto è certamente ancora in fase di studio, ma potrebbe in un futuro neanche così lontano rappresentare una rivoluzione nel settore della panificazione. E ancora, una risorsa economica per tutti gli operatori della filiera e uno strumento di valorizzazione del territorio di produzione. Un po’ come già accade nel settore vitivinicolo.

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